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IL KEFIR E' ADATTO A TUTTI
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Il kefir è un latte fermentato che
contiene una combinazione di numerosi microrganismi probiotici vivi e benefici, unica nel suo genere. Inoltre
contiene tanti elementi nutritivi fondamentali per il nostro organismo:
proteine,minerali e vitamine.
Il consumo quotidiano di kefir può aiutare
a: I.
Regolarizzare le funzioni intestinali; Il kefir stimola le proteine digestive, l’appetito e la
peristalsi; promuove la salivazione e la
secrezione degli enzimi da parte di stomaco e pancreas stimolando la digestione degli altri cibi, studi
scientifici suggeriscono che possa aiutare a diminuire la quantità di
colesterolo nel sangue; II. Contrastare l’insediamento di germi pericolosi. Il
kefir contiene una grande quantità di batteri lattici che hanno un’azione
inibitoria nei confronti dei microbi putrefattivi e patogeni; III. Stimolare la
produzione di anticorpi dell’intestino e migliorare le difese
immunitarie.
Grazie all’azione dei microrganismi il kefir è altamente
digeribile ed è considerato il prodotto lattiero-caseario più adatto alle
persone con problemi di intolleranza al lattosio
Il kefir è adatto a
tutti: - A chi svolge attività sedentarie e desidera un alimento bilanciato e
facilmente digeribile - A chi desidera mangiare cibi naturali,salutari e
nutrienti che possono rafforzare l’organismo e le difese immunitarie
- Per persone sotto
trattamento antibiotico, perché in questi casi la loro flora intestinale viene
disturbata o addirittura completamente distrutta - Ai ragazzi che potranno
beneficiare di un cibo energetico,digeribile, gradevole e sano e in grado di
contrastare gli effetti negativi delle tante “porcherie” che oggi possono
mangiare; assumendo nel contempo tanti elementi fondamentali per lo sviluppo
come il Calcio,il Potassio e tante Vitamine - Alle donne in attesa per il
contenuto in acido folico fondamentale per lo sviluppo del feto. Durante lo
svezzamento anche ai loro piccoli, per la capacità del kefir di aiutare a
colonizzare l’apparato digerente con batteri “buoni”con tutti i benefici che ne
conseguono. -
Per le persone anziane, i convalescenti e chi ha la digestione in subbuglio
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IL KEFIR PER I BIMBI
L’utilizzo dei latti fermentati
come il kefir nell’alimentazione dei bambini e dei ragazzi presenta tanti
vantaggi: -potenziamento delle difese immunitarie; -consumo di un alimento
sano e bilanciato; -possibilità di assumere una notevole fonte di calcio
facilmente assimilabile, importantissimo per il corretto sviluppo delle
ossa; e una fonte di potassio che aiuta lo sviluppo dei muscoli e una corretta
crescita; -possibilità di utilizzo anche in corso di patologie
gastroenteriche con abbreviamento della sintomatologia.
I fermenti lattici sono conosciuti e
utilizzati da tempo in ambito pediatrico. La somministrazione di queste specie
batteriche con derivati fermentati del latte al posto di preparazioni
farmacologiche specifiche per problemi intestinali offre vantaggi quali maggiore
palatabilità, maggiore accettabilità da parte del bambino in modo da non avere
la sensazione di assumere un farmaco, e contemporanea somministrazione di altri
nutrienti quali, per esempio, il calcio e i prodotti di fermentazione del
lattosio, che sono comunque fonti di energia di rapido utilizzo, arrivando alla
fine ad un maggiore equilibrio nutrizionale.
L’identificazione dei ceppi
batterici ad attività sempre più specifica (i probiotici), unitamente a
specifici fattori di crescita (i prebiotici) potranno forse contribuire ad
eliminare alcune delle differenze che in termini di risposta immunitaria, difese
dagli agenti esterni e reazioni di tipo immunoallergico differenziano gli
allattati al seno dagli allattati artificialmente.
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I LATTI FERMENTATI NELL’ALIMENTAZIONE DEI BIMBI SANI
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Gli alimenti fermentati non andrebbero, in
teoria, introdotti nell’alimentazione del neonato durante il periodo in cui è
consigliato l’allattamento esclusivo al seno, cioè fino al sesto mese. Questa
disposizione può però essere modificata per i neonati allattati artificialmente.
Lo scopo è quello di portare la microflora del soggetto allattato
artificialmente ad uno status che riproduca più da vicino quello dei soggetti
allattati al seno, notoriamente più difesi e protetti dalle infezioni sia a
livello locale che generale. Indipendentemente dalla modalità del pasto, gli
allattati al seno sviluppano successivamente una flora gastrointestinale
caratterizzata dalla predominanza di bifidobatteri, mentre gli allattati
artificialmente presentano come flora predominante enterococchi, coliformi e
bacteroides. Fattori ambientali quali il tipo di presidi igienici in uso
nell’ospedale e gli antibiotici somministrati alla madre o al neonato stesso
possono contribuire alla modifica del tipo di germi che subentrano nella
colonizzazione del tratto gastrointestinale. Tuttavia, dalla fine della prima
settimana di vita la dieta rappresenta la variabile più importante in grado di
determinare il tipo di flora a livello intestinale. La somministrazione di
probiotici rappresenta l’approccio più nuovo e promettente per promuovere
nell’allattato artificialmente la crescita di una flora più simile a quella
dell’allattato al seno. Studi in corso stanno anche considerando gli effetti
dell’introduzione di questi prodotti (i probiotici) addirittura nel pretermine.
La somministrazione di Bifidobacterium breve in un gruppo di neonati prematuri
di peso molto basso ha portato una colonizzazione marcata del tratto intestinale
senza alcun effetto collaterale. Un derivato fermentato del latte dovrebbe
rientrare nello schema di svezzamento dei bambini sani intorno al settimo-ottavo
mese. Un’introduzione più precoce non sembra apportare particolari benefici
sulla colonizzazione dell’intestino e potrebbe comportare uno squilibrio
ulteriore a livello dell’introduzione di nutrienti. Infatti, la composizione
proteica del latte fermentato è comunque analoga a quella del latte fresco, e
l’eccesso di proteine nella dieta è probabilmente il primo squilibrio da
prevenire. Tuttavia, l’introduzione nel corso dello svezzamento (oltre il sesto
mese, che è il limite di un’alimentazione esclusivamente lattea), in particolare
se associata alla frutta, può da una parte contribuire a moderare l’assunzione
di proteine animali e dall’altra apportare i vantaggi legati alla sua natura e
composizione. Infatti, è attualmente in discussione l’ipotesi che alcuni
probiotici presenti nei latti fermentati possano modificare in maniera
vantaggiosa la risposta di tipo immuno allergica nel bambino. Per questo motivo,
l’introduzione di un prodotto specifico come il kefir può avvenire già nel corso
(e non alla fine) dello svezzamento, potendo contribuire alla presentazione di
un minor potenziale allergizzante al sistema immunocompetente del piccolo. I
prodotti a base di latte fermentato vanno comunque al momento esclusi dalla
dieta dei bambini con accertata intolleranza alle proteine del latte vaccino, in
attesa di prove sperimentali sicure sulla riduzione del potere
antigenico.
I LATTI FERMENTATI
NELL’ALIMENTAZIONE DEL BAMBINO CON PATOLOGIA
L’uso di latti fermentati trova indicazione
principale nella prevenzione o nella terapia delle gastroenteriti acute di
origine infettiva, soprattutto virale e per il deficit di lattasi. In questa
situazione, i fermenti lattici agiscono tramite due meccanismi che interagiscono
tra loro: idrolizzando il lattosio; modificando l’ambiente intestinale,
selezionando la flora batterica a vantaggio dell’ospite. L’utilizzo di latte
e derivati sottoposti a processi di fermentazione può permettere l’utilizzo di
questi prodotti nei soggetti “intolleranti” al lattosio, ovvero geneticamente
predisposti a perdita di attività lattasica con l’età. E’ riconosciuto che già
nel corso del terzo anno di vita l’attività lattasica può diminuire in gruppi di
soggetti predisposti alla precoce perdita di tale attività. Al contrario, questi
stessi soggetti possono assumere prodotti come il kefir senza presentare
disturbi e/o fenomeni di malassorbimento, non solo per il processo di parziale
digestione cui il lattosio è già stato sottoposto, ma anche per il mantenimento
dell’attività lattasica che a livello microbiologico può continuare in parte
dopo l’assunzione a livello del primo tratto gastrointestinale. Relativamente ai
vantaggi per il bambino con patologia gastroenterica è stato osservato che la
somministrazione di Lactobacillus casei, non solo determina la colonizzazione
dell’intestino da parte di questo microrganismo, ma aumenta la concentrazione di
bifidobatteri e lattobacilli, inibendo contemporaneamente lo sviluppo di colonie
di patogeni, quali salmonelle, Escherichia coli e clostridi. Inoltre la
somministrazione di Lactobacillus casei (liofilizzato o attraverso prodotti
fermentati) non solo riduce significativamente la durata della diarrea in
bambini ospedalizzati, ma ne previene l’insorgenza in bambini sottoposti ad
antibioticoterapia o ricoverati in ambiente ospedaliero per altro motivo.
Secondo alcuni autori, la protezione che alcuni ceppi di batteri probiotici
offrono nei confronti della diarrea dipende anche da un potenziamento della
risposta anticorpale. La supplementazione delle formule adottate con altri ceppi
acidificanti e probiotici, quali il Bifidobacterium bifidum e Streptococcus
thermophilus, si è comunque accompagnata ad una diminuizione degli episodi di
diarrea in studi controllati su popolazioni pediatriche a rischio. La
somministrazione di probiotici ha un effetto importantissimo nella prevenzione
di allergie alimentari |
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I BENEFICI DEL KEFIR NELLE DONNE
Il kefir è particolarmente adatto alle donne perché in poche calorie unisce
gusto e tante componenti utili al nostro organismo. Il kefir contribuisce
grandemente a promuove la peristalsi enterica nelle persone dall’intestino
pigro, ciò lo rende molto indicato al consumo femminile e per tutte le
persone che hanno
problemi di stipsi. Studi scientifici
delineano inoltre la possibilità che i probiotici del kefir intervengano per
mantenere e ristabilire ,quando occorre, il giusto equilibrio
intimo. E’ infine un valido alimento
per le donne in gravidanza grazie al suo
contenuto in acido folico ( la vitamina B9) fondamentale per il corretto sviluppo del feto.
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I LATTI FERMENTATI NELL’ALIMENTAZIONE DELL'ANZIANO
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Durante l’invecchiamento assistiamo ad un’avanzante alterazione funzionale dell’apparato gastro-intestinale e ad un
progressivo impoverimento della flora batterica che rende l’individuo anziano
più fragile in situazioni di stress, in presenza di patologie e in corso di
trattamento farmacologico.
Con il passare degli anni il nostro organismo
perde progressivamente la capacità di digerire il lattosio, un consumo di kefir
può ovviare a questo problema e permettere l’assorbimento di nutrienti fondamentali in questa
fase della vita, come il Calcio, in più l’assunzione regolare di una flora
batterica varia e vitale può rinforzare quella esistente ormai indebolita.
Una flora batterica bilanciata e “agguerrita” rende più difficile per i
germi cattivi attaccare il nostro intestino; inoltre facilita e promuove la
peristalsi intestinale aiutando a risolvere senza ricorrere a medicinali
problemi di regolarità intestinale, così frequenti negli anziani.
Il kefir, come il latte, è una fonte
eccellente di minerali quali il calcio, fosforo, magnesio, zinco.
La biodisponibilità di calcio di tutti i
prodotti lattiero-caseari è di gran lunga più elevata rispetto ai prodotti di
origine vegetale.
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